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capitoli provinciali e generali OP

 

ASMN I.C.102 F 62r Invenit se Augustinus (1° resp.)Uno sconosciuto capitolo elettivo
in Siena 1312
,

«Memorie domenicane» 19 (1988) 396-402.

1

Ranieri di Cardinale da Firenzedi ritorno dal capitolo elettivo

2 Iacopo da Siena, provinciale sett. 1311 - febbr. 1312
3 interpretazione cronografica

4

Notizie sui provinciali Iacopo Ghezzo da Siena e Filippo da Pistoia | ë

Ferrara 1494

Quezon City 1977

Roma 1981

 

Siena domenicana

1. Ranieri di Cardinale di ritorno dal capitolo elettivo

La Cronica fratrum di Santa Maria Novella dà le seguenti notizie nell’articolo biografico dedicato a fr. Ranieri di Cardinale, fiorentino del popolo Santa Maria Maggiore:

Frater Raynerius filius olim Cardinalis de populo Sancte Marie Maioris, sacerdos et predicator, fuit conversabilis et affabilis frater et maxime cum secularibus, et utilis et industrius ad exteriora tractanda. Fuit supprior in conventu pratensi. Vixit in ordine annis XXXIIII. Qui dum iret Senas ad electionem prioris provincialis, quia unus de electoribus ipse erat, rediens per Florentiam arreptus febre obiit ibidem, supprior pratensis existens. Obiit anno Domini millesimo CCCXII, sepultus in festo Valentini martiris (Cr SMN  n° 204).

Orlandi,“Necrologio” di S. Maria Novella... I, 30 n° 204; in I, 264 s’identifica Cardinale, padre di fr. Ranieri, col ben più illustre Cardinale dei Tornaquinci; identificazione insostenibile perché i Tornaquinci sono del popolo San Pancrazio, mentre fr. Ranieri è del popolo Santa Maria Maggiore; inoltre Cardinale dei Tornaquinci era stato armato cavaliere e portava il titolo di dominus. Con esattezza il cronista scrive (I, n° 207) «... filius olim domini Rogerii de Tornaquincis».
Su fr. Ranieri di Cardinale da Firenze, oltre a quanto in Orlandi,“Necrologio”... I, 264: sempre in Firenze compare come teste il 17.I.1304 (Arch.
di Stato di Firenze, Dipl. S. Maria Novella 17.I.1303), 10.V.1304 (ASF, Notar. antecos. 3140 (già B 2126), f. 131v), 9.VI.1311 (Arch. Vescov. di Fiesole, VIII.A.2, f. 18v); tra i frati capitolari del convento fiorentino il 23.XI.1304 (ASF, Notar. antecos. 3141 (già B 2127), ff. 3v-4r), 10.V.1311 (ASF, Dipl. S. Maria Novella 10.VI.1311 a quademo, ff. 7v-8r), 3.VII.1311 (ib. ff. 14v-15r).

Ranieri -  asserisce la Cronica - muore in febbraio 1312 a Firenze di ritorno da un capitolo provinciale tenuto in Siena. I capitoli della provincia Romana dei frati Predicatori si susseguono, negli Atti a noi pervenuti (MOPH XX, 176 ss), nell’ordine:

Orvieto 1310

Viterbo 1311

Lucca 1312

Orvieto 1313

Siena 1314

Arezzo 1315.

Il cronista fiorentino erra nell’anno di morte di fr. Ranieri? La successione e concatenazione degli articoli biografici in cui è inserita la notizia di Ranieri esclude questa possibilità; a meno che non si voglia sconvolgere la sequenza cronologica di molte carte della cronaca, operazione a cui l’autorevolezza del documento fiorentino si ribella. Erra nel nome della città che ospitò l’assemblea elettiva? Così verrebbe da pensare a prima vista. Niente affatto inverosimile che Siena si sostituisca per concorrenza mnemonica a Lucca nell’attimo che precede la scrittura. Eppure in connessione col presunto capitolo elettivo di Siena il cronista annota fatti che non si disciolgono insieme con lo scambio toponomastico. Ranieri è sottopriore del convento di Prato; nominato elettore, si reca a Siena per partecipare all’elezione del provinciale; sulla via di ritorno viene colto dal male in Firenze; qui muore «supprior pratensis existens», sepolto il giorno di san Valentino martire, 14 febbraio 1312. Chi da Lucca è diretto a Prato non passa per Firenze; vi passa chi proviene da Siena. Inoltre i capitoli provinciali son tenuti per disposizione costituzionale dopo il capitolo generale dell’anno (questo celebrato nella settimana di Pentecoste), comunemente in settembre, talvolta in agosto. Il capitolo provinciale Lucca 1312 fu di fatto tenuto dopo quello generale del medesimo anno perché rinvia alle deliberazioni di quest’ultimo (MOPH XX, 183/16-18). L’elezione del provinciale si sarebbe tenuta in Siena, secondo la cronaca fiorentina, poco prima della morte di fr. Ranieri; diciamo gennaio-febbraio (prima del giomo 14) dell'anno 1312, visto che non ci si dice quanto durasse esattamente la malattia di Ranieri in Firenze prima del decesso.

Un cronista non è certo alieno da errori o da confusioni topiche e croniche. Ma nella Cronica di SMN più cronisti si susseguono nel vergare le notizie dei frati e il cronista di turno redige l’articolo biografico in connessione stessa col decesso del frate figlio nativo del convento. La cronaca fiorentina può vantare un’autorevolezza straordinaria, costantemente confermata da altre fonti coeve. E soltanto fonti coeve di pari o superiore autorità potrebbero coglierla in fallo. Ora queste non solo non contraddicono la cronaca nel caso sollevato ma ne escono illuminate e integrate.

Sia Pio Tommaso Masetti (Monumenta I, 294-95, 305-07, 358-59) che Heribert Ch. Scheeben (Accessiones ad historiam Romanae provinciae saeculo XIII, AFP 4 (1934) 139) avevano trovato qualche oggettiva difficoltà a stabilire l’esatta cronologia nella successione dei priori provinciali della provincia Romana da Remigio dei Girolami (1309-1311) a Filippo da Pistoia (1312-1313). La Cronica di San Domenico di Perugia, redatta tra 1327 e 1331, dà la successione dei provinciali:

fr. Remigius Florentinus

fr. Iacobus Senensis

fr. Phylippus Pistoriensis

fr. Lapus Pratensis (Cr Pg f. 20v).

Identica è la successione nella Cronica (1346-1348) di San Domenico d’Orvieto (Cr Ov), che però qui, così come fa per la serie dei maestri dell’ordine e dei cardinali domenicani, potrebbe aver attinto dalla cronaca perugina e non produrre pertanto una seconda indipendente testimonianza. La prossimità dei provincialati in questione (1309-1313) col tempo dell’attività del cronista perugino, e l’importanza della stessa funzione provincializia, dissuade dal depennare il nome di fr. Iacopo da Siena dalla lista dei provinciali sull’argomento che nessun’altra testimonianza esplicita ci è pervenuta sul provincialato del frate senese.

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