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Ecce ego mitto vos
(corale E  203v, ufficio comune degli apostoli, resp. in 1° notturno)

“Ecco: io mando voi come pecore in mezzo ai lupi; siate prudenti come i serpenti e semplici come le colombe”(Mt 10,16).

Giordano di Sassonia,
Libellus de initio ordinis Praedicatorum
(
1232-33),
MOPH XVI, p. 48 §
47:

Invocato lo Spirito santo, [Domenico] riunì i frati e disse loro il proprio intento: inviarli per il mondo benché pochi di numero, e non trattenerli più a lungo lì, in un sol luogo, tutti insieme. Si sorpresero tutti a sentirlo annunciare così improvvisa decisione. Ma li animava l'evidente autorevolezza della sua santità; cosicché acconsentirono di buon grado, fiduciosi che tutto ciò avrebbe portato buon frutto.


Costituzioni domenicane,
costituz. fondamentale § 1.VI:

La fisionomia dell'Ordine in quanto società religiosa scaturisce dalla sua missione e dalla comunione fraterna. Siccome il ministero della parola e dei sacramenti della fede è un ufficio sacerdotale, il nostro è un Ordine clericale, alla cui missione partecipano per molte ragioni anche i fratelli cooperatori, che esercitano in modo peculiare il comune sacerdozio. La totale dedizione dei Predicatori alla proclamazione del Vangelo con la parola e con le opere è resa evidente dalla professione solenne, con la quale essi si uniscono alla vita e missione di Cristo nel modo più completo e per sempre.

Poiché l'Ordine deve compiere la propria missione presso tutti i popoli in unità con la Chiesa intera, esso riveste un carattere universale. E perché sia in grado d'assolvere in modo più conveniente questa missione, gode del privilegio dell'esenzione e trova la sua congrua unità nel maestro dell'Ordine, che è il capo a cui tutti i frati si legano direttamente con la professione: lo studio infatti e l' evangelizzazione esigono la disponibilità di tutti.

A motivo di questa missione dell'Ordine, vengono affermati in maniera speciale e promossi il senso di responsabilità e la personale grazia dei singoli frati.