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1970

2 Genn. 1970

|190...| Di nuovo a Lahore.

<Lahore> 8 Gen. 70

|191| "The most conspicuous difference between these exemples [learning and reasoning in animals] and the various instances of reasoning at the human level is that language plays a much more important role in the latter case. Verbalized thoughts lead from one thing to another until the individual hits upon the solution to his problem. This difference is so conspicuous and so important that it tends to osbscure the resemblances betw. human reasoning and the learning of lower animals".

G.A. KIMBLE - N. GARMELY, Principles of General Psy., New York 1963, p. 227.

*    *   *

Synesthesia: fenomeno di associazione-interpretazione di suoni (o sapori e odori) in termini di colori

(pensare e applicare alla... sinestesia poetica di un Rimbaud o Ghalib)

6. febbr. 1970, Lahore

|192| Genesi uno uno

mi è balenato - nella inaspettata metafora della "versificazione della separazione" - mentre riflettevo su trite nozioni di filosofia linguistica:

la conoscenza dell'uomo (al di fuori di istanti privilegiati d'esperienza immediata o intuitiva) è radicalmente "verbale", cioè più o meno immediatamente riducibile a parola. Questo è il risultato (necessità di iniziale incapacità di "afferrare" l'essere in sé) del processo di astrazione e riduzione alla base della generalità delle nozioni-parole. Ma la generalità è anche "polivalenza" (solo un linguaggio - per ipotesi assurda - che nominasse tutto l'essere e tutte le qualità dell'essere con adeguate e univoche parole, potrebbe essere "monovalente"), e dalla polivalenza |193| nasce il giuoco dei "trasferimenti" e sostituzioni (il senso "traslato" delle parole: cioè la loro capacità analogica di significare, con gradi e significazioni diverse, più cose): il libero giuoco della parola all'interno dell'area della circonferenza della sua plurivalenza analogica; ma allora è la nascita della "metafora-simbolo", e cioè della poesia.

E così la poesia tenta il disperato rapporto uomo-essere, tenta di coprire la distanza tra l'uomo che nomina con parole plurivalenti - e cioè generali e distanti - e la realtà unica e individua, persa una volta per sempre nell'appercezione immediata, quando l'uomo si trovò nell'universo a "conoscere" le cose attraverso una struttura "verbalizzata" della attività della sua mente.

Più la parola accetta e scopre la plurivalenza delle sue suggestioni, connotazioni, referenze (cioè parola elevantesi alla |194| funzione di poesia), più è ridotta la distanza uomo-realtà. La poesia costruisce il ponte verbale-conoscitivo tra i due termini. Per questo, penso, la funzione della poesia è essenzialmente congiuntiva, riconciliativa: superamento della Separazione.

Pensa alla poesia mistica, sia in mondo cristiano che musulmano, da David (la cerva che desidera raggiunger l'acqua del torrente [Ps. 42,1]) al Cantico dei Cantici, a Giovanni della Croce, Baba Farīd, e pensa alla poesia amatoria: la "separazione" amato-amante tenta d'annullarsi esplodendo nel tentativo del ricongiungimento attraverso la catena della polivalenza analogica delle parole, e allora scoppia in poesia.

Mīr Taqī  Mīr dice di Jur'at († 1810):

"You can versify your kisses and caresses".

'Ishq secondo Hujviri è attribuibile solo all'uomo, non a Dio: "Such love is the attribute of one who is debarred from his beloved" (cf. sopra 20,5,69 ss).

Ma queste riflessioni linghistiche possono, a loro volta, presentarsi per essere assunte come materiale di emozione poetica? Io ho sentito - per un istante - che lo esigevano!

|195Genesi uno uno

|196 pag. bianca|

<Lahore> 7 febbr. 1970

|197| Notare come il diametro della sfera della significazione analogica delle parole (macchia dell'olio!) è più o mneo grande a misura della molteplicità d'iniziali sorgenti che confluiscono nella significazione o significazioni della parola.

Così l'analogia può sorgere:

a) dalla similitudine di nozioni-concetti (base ontologica)

b) dall'uso "sociale" di una parola (base sociologica)

c) dalla pura natura filologica della parola, analogia puramente linguistica (base filologica).

Esempio interessante di quest'ultima forma: il verso di Ghālib sul suo desiderio di volere abitare "in un deserto, in una casa senza porte e senza mura", dove non ci sia il "vicino di casa" (prossimo).

La consistenza metaforica - pur nella audacissima elaborazione astrattiva di una casa senza "porte e mura" - è resa possibile (è evitato lo scoglio |198| dell'artificio manieristico e dell'arzigogolo delle sovrapposizioni di metafore disconnesse: l'equivocità dove tutto significa tutto, e in definitiva l'uccisione della parola e quindi della poesia), la consistenza - dicevo - è resa possibile dalla natura puramente linguistica della parola Urdu. Il "vicino-prossimo" è hamsāia: cioè colui che è sotto "la medesima ombra" = "co-ombra". Si capisce allora come in una casa senza mura nessun "prossimo" posssa venire a scocciarci, proprio perché là dove non c'è muro non vi sarà nessuna "ombra" a dare esistenza alla realtà "prossimo", là dove la parola "prossimo" non può essere inverata (sotto "la medesima ombra").

Quindi non è la similitudine ontologica di due realtà (muri, prossimo) che fonda la significazione analogica della parola, ma la pura analogia linguistica (prossimo = hamsāia) che crea l'accostamento di |199| due realtà (muri- prossimo) disparate. (La creatività della parola!?).

Esempio di sovrapposizioni di metafore che terminano in arzigogoli (cioè alla non-scopertà della più sottile o tenue similitudine tra due oggetti).

[distico in lingua originale]

Perfino il riflesso della tua Faccia-di-Fuoco (beloved) arde

Il mercurio s’è liquefatto (alle spalle dello) dietro lo speccbio.

Da una tradizionale immagine ("cadere nel fiume d'amore": essere innamorato) e dall'uso sociale del Mausoleo-Cupola come sepolcro, viene fuori:

[distico in lingua originale]

Mi son disciolto nel fiume d’amore

Mi basterà, per tomba, la cupola d’una bolla (d'acqua).

<Peshawar> 3-5/IV/70

|200| Pakistan Philosophical Congress, Peshawar.

Do la conferenza su Teillard de Chardin.

20 - IV - 1970 Lahore

Linguaggio:

1) astrazione

2) collezione: "bosco" ↔ da "molti alberi"

3) generalizzazione

4) "economia" del pensiero

5) evocazione ("egli offrì una rosa alla sua bella in una mattina di primavera"): il di "più" del semplice contenuto linguistico

6) didascalico, parenetico, esortativo

7) informativo (factual statements)

Ma la lingua ha i suoi modi di riparare alla radicale "inadeguatezza" (linguaggio = realtà: equazione impossibile, il linguaggio non esisterebbe più, se non altro perché non ne avremmo più bisogno), il linguaggio ha modo di "creare" e moltiplicare le sue capacità connotative.

"Scorie" (pericolose, filosoficamente, del linguaggio): i soggetti o i nomi (realtà puramente linguistica) vengono ad assume<re> nella nostra mente un valore ontologico:

- Le "tenebre" son calate...

-  E' cominciato il "freddo"...

|201| -  La "lunghezza del tavolo" (il "tavolo è lungo")

-  There is a book on the table | There is nothing on the table (identica struttura grammatico-linguistica, diverso valore logico delle proposizioni)

Simboli, metafore

Il linguaggio moltiplica le sue capacità connotative usan<d>o un termine in senso "traslato"...  Simboli, metafore indicano che oltre il linguaggio c'è "qualche altra" cosa; da una parte la struttura simbol<ic>a della lingua dichiara la limitatezza di essa, dall'altra connota l'"altro" non coperto dal linguaggio.

La diversità dei simboli e metafore e idiomi rivela le diverse "esperienze" (contatti con la realtà) proprie ad ogni lingua (e cioè popolo-cultura):

wo āp ko yād kar rahe hain

main uskā rāsta dēkh rahā thā

<Lahore> 21 - IV - 70

|202| Esempi di come l'uso indiscriminato (trappole delle analogie grammaticali delle proposizioni) del linguaggio, porta a pseudo-problemi o a "creare! problemi filosofici (meaningless per il Positivismo Logico):

1) Dio è (è = esiste).

2a) Che cosa è l'acqua? (è = di che cosa è fatta, quali le proprietà)

2b) Qual è l'acqua? (è = indicativo, denotativo)

3) Che cosa è la Giustizia? (è = qual è il significato, concetto di G.)

4) Che cosa è la Verità (è = quali sono le proposizioni ci cui si può predicare "vero e falso")

5) La tavola è rossa (è = attribuzioni di qualità) (cf. Qādir, Logical Positivism, p. 35)

6) L'uomo è animale razionale (è = identità, definizione)

7) Dante è l'autore della Div. C.

8) X è il padre di Y (è = relazione).

|203| A denti stretti, Russell, Wittgenstein, Logical Positivism, Linguistic Philosophy bollano di insignificanza ogni problema di filosofia (e in parte hanno ragione).

Ma la natura o struttura simbolica, metaforica (il conato linguistico di superarsi e scoppiare) non è l'evidenza che la lingua non dice il tutto della nostra esperienza, che innuisce, indica l'aldilà della pura connotazione linguistica attraverso il tentativo di moltiplicare le significazioni con i simboli, metafore, sensi traslati...? (come la forma grammaticale delle citate proposizioni non ne esprime la diversità della forma logica).

Analogia: a) entro la stessa specie: il botanico può descrivere la scoperta di un "nuovo fiore" rifacendosi ai fiori conosciuti

b) fuori la specie: modo di imparare(?) negli animali, trasferito agli uomini...; chiamare "intelligente" un cane.

<Lahore>  Luglio-Agosto 70

|204| Esami di MA [= Master of Art] in Filosofia all'Università di Lahore.

Settembre-Dicembre 70

Vacanze in Italia

e studio a Pistoia.

Ricordo. In Pistoia ricerche e letture per preparare il primo corso d'insegnamento al Seminario di Karachi, "Philosophy of Symboles" (seminary n° VII).

Pistoia 11.XII.70, Centro di Studi Teologici, conferenza, seguìta da dibattito, su: Islam e mondo moderno, «Vita sociale» 28 (1971) 85-94.


1971

Gennaio 1971

|204| 3-5: Cairo, ospite del P. Jomier al MIDEO [IDEO = Institut Dominicain d’Études orientales du Caire].

Ricordo. Aeroporto del Cairo, atmosfera arabo-israeliana surriscaldata, rigoroso controllo bagagli, materiale sospetto nella mia valigia, pesante plico cartaceo in fondo alla valigia. Mi circondano 3/4 militari con mitraglie. Un controllore-donna estrae il plico, apre con cautela, estrae un crocifisso!
Giuseppe Mariotti, romano, scultore, già domenicano e mio compagno di studi a Pistoia per molti anni, residente in Arezzo, mi fece appositamente tale crocifisso di lega metallica, media grandezza, da collocare sull'altare della cappella dello nuovo studentato di
Karachi. E qui di fatto lo collocammo (ci sarà ancora?).

5-8: Istanbul, ospite dei PP. Domenicani Torinesi di Istanbul.

 

<Karachi, 1971Gennaio 11

Comincio l'insegnamento di Filosofia al Seminario Maggiore di Karachi (Christ the |205| King).

Ricordo. Karachi 19.I.71, Louis Gardet tiene una conferenza sul rinnovamento della teologia islamica nel centro musulmano "Jamiatul Falah". Faccio da traduttore francese-inglese.

Membro della nuova comunità domenicana di Dār-al-Mubashirān, con P. Chrysostome e sette Studenti.

Nuova comunità (studentato) accolta nel campus del Seminario Maggiore, sobborgho di Karachi in direzione Università. Chrysostome o Chrys McVey (USA, St Josesph's Prov.), maestro degli studenti OP.

Agosto 2009. Chrys McVey deceduto il 29.VI.2009, suoi funerali 7.VII in Pakistan; me ne dà notizia fr. Augustine Rodrigues OP, allora nostro studente a Karachi! Il 19.II.'09 deceduto fr. Zafar Iqbal, anch'egli allora nostro studente a Karachi.

 

Date importanti

winter 68-69: months of unrest under Ayūb

Aprile 69: caduta di Ayūb, Martial Law, Yahyah Khan

Nov. 70: flood in E.P. [= East Pakistan, Bagla Desh]

Dec. 70: general elections

March 71: Awami League outlawed, Martial Law in E.P., Mujīb jailed and tried, guerrilla in E.P.

Nov. 71: Indian attacks at East front

Dec. 2 ss: Military activity at West front too,

                   bombing on Karachi too

Dec. 16: i Pak. si arrendono a Dacca assediata dalle truppe indiane

<Karachi> 4 Nov. 71

|206| Con lettera del 4 Nov. 71 il Registrar dell'Università di Karachi mi comunica la nomina a Prof. d'Italiano presso la medesima Università.

Ricordo. Nomina promossa dall'Ambasciata italiana e dal prof. Giuseppe Tucci (1894-1984; Istit. Ital. per il Medio ed Estremo Oriente), venuto a trovarmi nella nostra casa di Karachi; su suggerimento a sua volta del prof. A. Bausani († 1988). Gli eventi susseguiti non ne permisero la realizzazione.

<Karachi> 2 Dic.  ss

Bombardamenti notturni a Karachi. Le truppe indiane attaccano anche il fronte occidentale; l'esercito Pak. sembra avanzi in Kashmir, mentre nel E.P. [= East Pakistan] gli Indiani hanno la meglio.

<Karachi> 7 Dic. <71>

Ricevo dalla Polizia di Karachi l'ordine di lasciare il Pak. entro 24 h. Nel documento sono qualificato "undesirable person" ma nessuna ragione o motivazione è addotta. Grande costernamento mio e di tutti di Karachi.

Ricordo. Sia arcivescovo Cordeiro che Ambasciata ital. presero contatti con le autorità pakistane circa l'ordine d'espulsione. Mi fu riferito:
Informalmente è stato loro detto: siamo in guerra, non c'è tempo per far ritirare l'ordine d'espulsione. A situazione tornata alla normalità, rifaccia richiestra di rientrata e gli sarà concessa.
Cause? Rappresentanti di ultraortodossi avrebbero fatto pressione (approfittando della situazione politica) per far espellere prete cristiano che intratteneva sistematiche frequentazioni con i musulmani a scopo di proselitismo, ora deputato anche all'insegnamento d'italianistica all'Università di Karachi!

<Karachi> 8 Dic. <71>

|207| Delegato da P. Pio D'Souza ricevo la professione dei Bro George, Dominic, Jacob. Date le circostanze drammatiche, è una professione-cerimonia molto tesa e significativa; presenti FF. Terence, Bede, Chrys e 2 suore HFH.

<Karachi> 10. Dic. <71>

Lascio il Pakistan a bordo d'un aereo canadese, volo organizzato per l'evacuazione degli stranieri. La situazione militare peggiora.

Ricordo. Aereo militare, primo volo disponibile dopo l'ordine d'espulsione; concordato con le autorità unicamente per evacuare gli stranieri. Gratuito. Copriva solo il tratto Karachi-Teheran. Di qui ciascuno procedeva verso il proprio paese dopo contatti con la propria ambasciata.

<Teheran> 10-13 Dic. 71

Ospite dei PP. Domenicani di Teheran.

100, Jamshīd Abad (St Abraham's House)

Ricordo. A Teheran conobbi Thomas S. Flynn OP, autore poi di The Irish Dominicans 1536-1641, Dublin 1993.

<Roma> 14 Dic. 71

Volo Teheran-Fiumicino.

Bisogna... ricominciare daccapo!

<Roma> 16 - Dic. -71

|208| Resa dell'esercito Pakistano a Dacca.


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